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martedì, 21 agosto 2007

un caro saluto

a tutti i miei amici vorrei rivolgere un caro saluto.
ho iniziato a scrivere in questo blog per un motivo preciso e adesso questo motivo nella mia vita è venuto meno. quindi nel chiudere i conti col passato ho deciso di non continuare a scrivere qui dato che in qualche modo anche queste pagine virtuali si legano a quel passato.
Ma prima di andarmene vi volevo ringraziare per essere stati con me, per aver condiviso il mio mondo e per avermi fatto condividere il vostro.
primo fra tutti ringrazio chris cornell,  ti ringrazio per la tua dolce presenza per il tuo spirito ribelle e malinconico insieme e ovviamente per il tuo talento.
saltonelvuoto ti ringrazio per la tua ironia, il tuo sorriso dietro cui celi le tue fragilità, eppure proprio le tue insicurezze fanno di te una ragazza forte.
nuovadiana, grazie per le tue parole sussurrate, per la tua delicata sensibilità, per la sapienza che metti nei tuoi versi.
acrylic77, grazie per la tua intelligenza, per il tuo sguardo vigile e lucido, per il coraggio che hai di lottare e di non arrenderti
ebass, grazie per esserci.

Spero che ci incontreremo di nuovo in altre forme e in altri luighi. io da parte mia continuerò a scrivere e spero lo facciate anche voi.

la vostra
emilie du chatelet
postato da: emiliechatelet alle ore 09:07 | link | commenti (10)
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mercoledì, 25 luglio 2007

FINE DI UN INCUBO

CAPITOLO UNO: 2005 -  2006
LA RELAZIONE

relazione instabile con un ragazzo senza scrupoli

CAPITOLO DUE - dicembre 2006
L'ALTRA

il ragazzo senza scrupoli mi chiama più volte per dirmi che è ancora single

mi trovo un messaggio sul cellulare di una ragazza che si autodefinisce la nuova ragazza del ragazzo senza scrupoli.

io le rispondo di non preoccuparsi che mi farò da parte e che purtroppo non sapevo della sua esistenza!

lei per tutta risposta fa seguire una serie di insulti sul mio cellulare.

io le dico che il mio cellulare è un numero privato e che non ha il diritto di scrivermi e di smetterla di insultarmi senza motivo, la invito a incontrarmi di persona per chiarirci.

lei mi risponde (sempre per messaggio) che con una intelligente come me non spreca né i soldi per una telefonata né tempo di persona. seguono insulti su insulti.

CAPITOLO TRE maggio 2007
LE SCUSE

Il ragazzo senza scrupoli appare improvvisamente a chiedermi scusa dopo cinque mesi di assenza.

io gli dico che le scuse sono accettate ma quello che ha fatto la sua ragazza è inaccettabile



CAPITOLO QUATTRO:  24-07-2007
LA RESA DEI CONTI




http://www.hollywoodjesus.com/movie/kill_bill_2/03.jpg


finalemente eccoli, tutti e due, seduti tranquilli al tavolo di in un locale  dove per puro caso mi trovo anch'io con un'amica. non li ho visti subito, solo alla fine quando mi sono alzata per andarmene... li ho raggiunti al tavolo sono andata dritta da lei e le ho chiesto: sei tu m?
lei ha stampato su un sorrisetto idiota sulla faccia.
'lo sai chi sono io? le ho detto - 'sono quella che hai offeso senza motivo sul telefono appropriandoti di un numero di telefono privato. Sei una vigliacca - ho continuato senza darle il tempo di replicare - e la prossima volta che vuoi offendere qualcuno abbi almeno le palle per farlo di persona.
Poi le ho detto: la vedi questa faccia?ecco ricodatela bene, perché tutte le volte che la vedi per strada ti devi girare da quell'altra parte.
Poi mi sono voltata verso il ragazzo senza scrupoli e gli ho detto: a te invece ti ringrazio per essere venuto a chiedermi scusa...
la sua ragazza lo ha guardato con gli occhi sgranati, e il poverino si è cacato nelle mutande
e sapete cos'ha risposto?
"io? Io ti ho chiesto scusa? e quando mai?
ma ormai la frittata era fatta.
e io stupida che le avevo anche accettate le sue scuse di giuda!
ho guardato lei e le ho detto: ecco questo è il ragazzo con cui stai insieme.... tienitelo stretto!
e me ne sono andata!

CAPITOLO CINQUE:
IL GIORNO DOPO. CIOE' OGGI

Finalmente oggi sto bene, finalmente oggi posso guardare avanti e buttarmi indietro questo anno e mezzo allucinante, posso dire di essere arrivata alla resa dei conti. e ringrazio il cielo di avermela concessa. ho riportato la storia velocemente ma vi assicuro che il ragazzo senza scrupoli e consorte sono quanto di più bieco si possa concepire. spero per loro che un giorno si rendano conto di ciò che hanno fatto. che le menzogne non portano da nessuna parte, nè tanto meno la cattiveria e soprattutto la vigliacchieria.
Adesso è finita. mi sono levata un peso dal cuore. e ho avuto la mia rivincita. ho saputo aspettare e questo forse mi ha premiata.
postato da: emiliechatelet alle ore 10:59 | link | commenti (14)
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martedì, 10 luglio 2007

NOSFERATU IN AZIONE

Documento voluto da papa Ratzinger
"L'unica chiesa di Cristo è quella cattolica"


<B>Documento voluto da papa Ratzinger<br>"L'unica chiesa di Cristo è quella cattolica"</B>
CITTA' DEL VATICANO - Roma contro Lutero e la Riforma per affermare il primato del Papa e della chiesa cattolica sulle altre. Perché Cristo ha costituito "sulla terra un'unica Chiesa", che si identifica "pienamente" solo nella Chiesa cattolica e non nelle altre comunità cristiane. E' quanto afferma il documento "Risposte a quesiti riguardanti alcuni aspetti circa la dottrina della Chiesa" redatto dalla Congregazione vaticana per la Dottrina della Fede, diffuso oggi dalla Santa Sede e approvato dal Papa che ne ha ordinato la pubblicazione.

Il testo è firmato dal Prefetto della Congregazione, il cardinale William Levada, e dal segretario, monsignor Angelo Amato e porta la data del 29 giugno, solennità dei santi Pietro e Paolo, scelta, evidentemente, non a caso. Come non a caso arriva una precisazione sul Concilio Vaticano II: "Nel periodo postconciliare - dice l'articolo - la dottrina del Vaticano II è stata oggetto, e continua ad esserlo, di interpretazioni fuorvianti e in discontinuità con la dottrina cattolica tradizionale sulla natura della Chiesa: se, da una parte, si vedeva in essa una 'svolta copernicana', dall'altra, ci si è concentrati su taluni aspetti considerati quasi in contrapposizione con altri. In realtà - spiega la congregazione - l'intenzione profonda del Concilio Vaticano II era chiaramente di inserire e subordinare il discorso della Chiesa al discorso di Dio".

Nel testo si legge anche che il Vaticano riconosce nelle altre comunità cristiane non cattoliche, in particolare nella Chiesa ortodossa, l'esistenza "numerosi elementi di santificazione e di verità". Ma vi sono anche - indica il documento della Congregazione per la Dottrina della Fede pubblicato oggi - "carenze", in quanto tali confessioni non riconoscono "il primato di Pietro", ovvero del Papa di Roma. Tale primato - avverte tuttavia la nota - "non deve essere inteso in modo estraneo o concorrente nei confronti dei vescovi delle Chiese particolari".
Sì al dialogo anche con le chiese "particolari" ma, afferma l'ex Sant'Uffizio, "perché il dialogo possa veramente essere costruttivo, oltre all'apertura agli interlocutori, è necessaria la fedeltà alla identità della fede cattolica". Le comunità protestanti, nate dalla riforma luterana del XVI secolo, non possono essere considerate, dalla dottrina cattolica, "chiese in senso proprio", in quanto non contemplano il sacerdozio e non conservano più in modo sostanziale il sacramento dell'Eucarestia.

"L'identificazione della Chiesa di Cristo con la Chiesa cattolica - è quanto afferma in un'intervista monsignor Angelo Amato - non è da intendersi come se al di fuori della chiesa cattolica ci fosse un 'vuoto ecclesiale', dal momento che nelle chiese e comunità ecclesiali separate si danno importanti 'elementa ecclesiae'". "Il volto nuovo della Chiesa - aggiunge - non implica rottura ma armonia in una comprensione sempre più adeguata della sua unità e della sua unicità".

Il segretario della Congregazione spiega anche perché sia stato scelto, nel documento, lo stile delle domande con risposte. "E' un genere - osserva - che non implica argomentazioni diffuse e molto articolate, proprie ad esempio delle Istruzioni o delle Note dottrinali. Nel nostro caso invece si tratta di alcune brevi risposte a dubbi relativi alla corretta interpretazione del Concilio".
postato da: emiliechatelet alle ore 18:18 | link | commenti (8)
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giovedì, 05 luglio 2007

FAZZOLETTI ADDIO

Non mi sembrava vero che solo con dei semplici movimenti questo piccolo e roseo cucciolo potesse cambiare così tanto. Lo trovavo una cosa pazzesca. Ci presi gusto e con grande soddisfazione vidi la faccia di Alessandro cambiare espressione e colore. Rimasi immobile. Un secondo dopo Alessandro mi prese per i capelli e mi diede uno di quei baci così profondi che nOn potrò mai dimenticare. Dovevo essere stata brava pensai. Lui mi sorrise e mi offrì un lembo della sua camicia per asciugarmi. Carino, altro che quei deficienti che ti dicono con tono scocciato: ' Ma non ti sei portata i fazzoletti? Voi donne ce li avete sempre nella borsetta'. E tu lì che speri che prima o poi, facciano santa Lorena Bobbit.
Tratto da: 'sdraiami' di Berarda del Vecchio.


Stavo leggendo questo libro molto carino, e divertente che consiglio a tutte quando mi sono imbattuta nel passo sopracitato....
a qualcuna di voi è mai capitato di provare con il benemerito fighettino di turno la sgradevole sensazione di essere una che NON ci ha i fazzoletti nella borsa? a me si.
questo libro mi ha riportato alla mente sensazioni sgradevoli che vorrei solo dimenticare. certi uomini sono proprio stronzi.
comunque ragazze ribelliamoci, niente fazzoletti nella borsa quando usciamo con gli uomini, a meno che non se li meritino ovviamente! un bacio a tutte.
postato da: emiliechatelet alle ore 09:04 | link | commenti (9)
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sabato, 16 giugno 2007

La polemica:

La bandiera della laicità

MICHELE SERRA


<B>La bandiera della laicità</B>

Manifestanti del Gay Pride

Se oggi potessi essere a Roma andrei al Gay Pride. E non per solidarietà "da esterno" a una categoria in lotta. Ci andrei perché, da cittadino italiano, riconosco nei diritti degli omosessuali i miei stessi diritti, e nell'isolamento politico degli omosessuali il mio stesso isolamento politico. Ci andrei perché la laicità dello Stato e delle sue leggi mi sta a cuore, in questo momento, più di ogni altra cosa, e ogni piazza che si batta per uno Stato laico è anche la mia piazza. Ci andrei, infine e soprattutto, perché, come tantissimi altri, sono preoccupato e oramai quasi angosciato dalle esitazioni, dalla pavidità, dalla confusione che paralizzano, quasi al completo, la classe dirigente della mia parte politica, la sinistra.
postato da: emiliechatelet alle ore 16:21 | link | commenti (6)
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venerdì, 08 giugno 2007

OMAGGIO A ELETTRA



http://clarence.dada.net/contents/cultura-spettacolo/cinema/recensioni2/images/mrougepan.jpg



Nicola vuole rivedermi, Nicola vuole rivedermi, Nicola vuole rivedermi, continuavo a ripetermi quest’ultima frase mentre con lo stomaco allagato dall’ansia mi preparavo per la meravigliosa serata. mai come in quel momento il mio armadio mi era apparso così disperatamente inadeguato. Lo frugavo in lungo e largo senza riuscire a trovare niente che fosse all’altezza. Improvvisamente tutto il mio guardaroba mi sembrava inadeguato.. Il mio guardaroba era perfetto per il mio ex, ma totalmente inutile per Nicola. Dopo svariati tentativi, risolsi con i miei jeans attillati liu jo, una maglietta nera a collo alto da cinque euro acquistata al mercato ma forse nessuno se ne sarebbe accorto, e la mia bellissima giacca marrone Marella, vecchia già di un anno, ma mi era costata un occhio della testa quindi era perfetta per la serata. Mi guardai allo specchio, e finalmente mi piacevo. L'unica nota stonata i miei capelli. Proprio non ne volevano sapere di stare lisci. Le ragazze con cui avrei dovuto confrontarmi di sicuro avrebbero avuto i capelli più dritti della pasta Barilla, impreziositi da cristalli svaroswsky! Va bene Elena non importa il tuo stile è selvaggio, ma puoi andare lo stesso, buttati e fallo secco quel Nicola, mi dissi sforzandomi di guardarmi soddisfatta allo specchio. Ok, l’esercito delle ragazzine agguerrite è la fuori che ti aspetta ma un bel culo ce l’hai ancora no? Non ti fissare sui capelli, solo le donne sono fissate sui capelli, gli uomini guardano in basso! Mi infilai le mie scarpe decolte rosa, che adoravo, e poi il tacco sette centimetri fa miracoli per il didietro mi dissi. Un bel respiro e via si va in scena. Guidavo con lo stereo a palla per non sentire l’angoscia che ricominciava a salire. Passai con la macchina davanti al locale, era strapieno di splendenti ragazzine svarowsky, come temevo, volevo vomitare. Ma pensai che avrei avuto modo di vomitare più tardi dato che sicuramente la serata mi avrebbe richiesto svariate pozioni di vodka. Parcheggio e telefono a Luisa, mi risponde alla seconda chiamata, sono già dentro con Mattia mi urla al telefono, ok, dove di preciso? al bancone vicino alla cassa, ok arrivo. Attraverso la strada con le gambe che tremano. ho l’impressione di avere gli occhi di tutti puntati addosso. Ma davvero pensi che stiano sempre tutti lì a guardare te quando passi?Mi dico. Sei davvero egocentrica. Forse si, sono egocentrica ma avevo sempre quella tremenda impressione. Raggiungo il capanello di folla all’esterno del locale, adesso non era più un’impressione avevo davvero gli occhi di molti spalmati addosso, sentii qualche apprezzamento volare mentre cercavo di raggiungere l’entrata, mi sentii improvvisamente più sicura e più calma. Il buttafuori all’entrata mi aprì gentilmente la porta a vetri e mi sorrise mentre mi faceva entrare, la musica mi avvolse aumentando il mio senso di sicurezza. Al telefono Luisa non mi aveva detto se c’era anche Nicola insieme a lei e Mattia, adesso avevo una voglia estrema di rivederlo e soprattutto volevo che mi vedesse, il mio respiro si era fatto improvvisamente più profondo, l’eccitazione saliva come un’onda calda dal mio ventre. Finalmente stavo bene. Mi avvicinai al bancone, senza cercare Luisa e Mattia, ordinai un vodka lemon, bevevo sempre e solo esclusivamente vodka. Era l’unico super alcolico che riuscivo a tollerare. Mi appoggiai al bancone e tirai due lunghe sorsate dalla cannuccia, mi voltai e mi guardai in giro con gli occhi lucidi e il sorriso sulle mie labbra che conoscevo e sapevo essere adesso in fiamme. La prima vittima della serata mi è subito col fiato sul collo. Sei da sola? Per ora, rispondo io secca. Una bella ragazza come te? Vero? Dico io guardandolo dritto negli occhi e pensando a tutto il repertorio di frasi scontate che avrei dovuto sorbire, perché era fon-da-men-tale che in quel momento rimanessi lì. Volevo che fosse Nicola a trovare me e non il contrario, e volevo che mi trovasse in piacevole compagnia e non certo da sola! Poi inaspettatamente lo vidi. Si era non so come materializzato dietro il tipo che mi stava parlando, stava fermo immobile con il sorriso divinamente diabolico che già conoscevo bene e gli occhi splendenti. Volevo svenire. Mi fece un segno eloquente con gli occhi come a dire lascia il tipo e vieni qui, ma io ero paralizzata, non riuscivo a staccarmi dal bancone che adesso avevo l’impressione mi sostenesse, anzi che fosse l’unica cosa che mi tenesse ancora in piedi, il ragazzo che avevo sempre davanti e che mi separava da dove volevo essere, ormai parlava da solo io non afferravo più nemmeno una parola di quel che diceva.. poi Nicola mi prese il braccio e mi trascinò a sé sotto lo sguardo sorpreso e un po’ inebetito del mio interlocutore, feci appena in tempo ad alzare una mano in segno di scusa prima che il campo di forza di Nicola mi aspirasse dentro completamente. Rimanemmo a fissarci negli occhi per qualche minuto senza dire una parola, possibile che fossimo già così avanti? C’eravamo conosciuti appena due sere prima, possibile che in due notti l’attrazione fra di noi avesse già raggiunto un livello così alto? Così palpabile? Fosse già così divampata? Ero incantata, sentivo i suoi occhi su di me, i suoi occhi color del mare illuminato dal sole, e mi sentivo la donna più fortunata del mondo. Quante donne potevano contare di avere gli occhi di Nicola addosso in quel momento? Nessuna, solo io. Era un miracolo che lui fosse lì. Fai la splendida? Come? Dissi io, risvegliandomi come da un sogno. Si, ti ho vista entrare, non hai guardato nessuno, sei andata dritta a prenderti da bere, ed è un quarto d’ora che parli con il primo che ti ha abbordato. Beh era carino! e certo non sei stato molto educato a trascinarmi via, poteva essere un mio amico no? Te che ne sai in fondo. Me lo ha detto Luisa che non lo conosci, guarda è là, dietro di te, con Mattia, è tutto il tempo che ti osserviamo fare la splendida col tipo. Casa? Mi voltai e li vidi entrambi sorridermi col bicchiere in mano. Mi ricordai della mia bevuta, la finii in tre sorsate, poi rivolsi gli occhi lucidi a Nicola in segno di sfida. Lui rise… sei ubriaca, disse e io di nuovo sperai di svenire. Ho bisogno di bere. Dissi. L’hai appena finita. Appunto. Mi appoggiai di nuovo al bancone che era diventato più o meno la mia stampella e Nicola mi scivolò di fianco. Mi guardava dall’alto in basso, era più alto di me, questo almeno mi confortava, mi faceva sentire meno grande! Succhiai il limone del nuovo vodka lemon perché avevo bisogno di farmi male alle labbra, e poi detti una lunga sorsata, il sapore della vodka amplificato dal limone che mi ero appena spremuta in bocca, mi stordì, la testa mi cadde all’indietro, adesso cominciava a girarmi tutto, un effetto che adoravo, sentivo l’alcool calmarmi in superficie, e divampare in fuoco ardente in profondità. Sentivo le mie labbra sempre più in fiamme. Mattia e Luisa ci raggiunsero, finalmente. Notai che Mattia mi osservava con gli occhi accesi, pensai sarebbe stato più corretto che rivolgesse a Luisa quello sguardo, io ero la sua amica, ma l’alcol mi impediva di preoccuparmene, era scorretto, me ne rendevo conto, ma avevo troppa voglia di giocare davanti e per Nicola. Vidi Nicola e Mattia scambiarsi occhiate divertite, prima fra loro e poi rivolte a me, Luisa irreparabilmente fuori. Feci qualche blando tentativo per tirarla dentro ma avevo già bevuto troppo per una come me che l’alcol lo regge a malapena, per riuscire a fare qualcosa di veramente utile. Bene ragazzi io esco a fumare, dissi ridendo. Nicola uscì con me, ero felice di trovarmi nuovamente sola con lui. Mi dai il tuo numero di telefono? mi disse appena fuori. Ci devo pensare. Guarda che tanto me lo faccio dare dal Luisa. Fa come ti pare, dissi fingendo di essere indispettita ma non lo ero affatto, anzi mi piaceva enormemente che si prendesse da solo tutto quello che desiderava da me, non so se si era già accorto dell’effetto che mi stava facendo, del potere che già aveva su di me, ma la parola NO stava irrimediabilmente cominciando a scivolare nelle ultime posizioni rispetto alle varie possibilità che avevo di rispondere a qualsiasi sua richiesta. E SI stava risalendo velocemente la classifica. il mio bicchiere era di nuovo vuoto, guardai Nicola e dissi beh qui ci vuole il terzo. Raggiunsi Mattia e Luisa al bancone e ordinai il terzo vodka lemon. Così non riuscirai a tornare a casa, mi disse Mattia. Beh è una buona scusa per farsi riaccompagnare allora? Sempre che tu voglia lasciarmi veramente nelle mani di quel tuo amico! È pericoloso! Il primo sorso mi fece girare pericolosamente la testa, adesso avevo gli occhi talmente lucidi che vedevo tutto appannato, ma distinsi comunque Nicola parlare con delle ragazzine svarowsky della sua età o forse più piccole. Si staccò quasi subito fortunatamente e mi raggiunse, mi tolse il bicchiere di mano e si avvicinò al mio viso, alle mie labbra senza rispettare le distanze di sicurezza, era intollerabile, sentii la sua mano scivolarmi sul fianco, ebbi un tremito e mi sembrò di cadere da un lato, mi girava tutto, e comunque il suo braccio ora mi sosteneva. Forse è meglio se usciamo un attimo. Si direi che è meglio si. Te la riporto subito, disse rivolto a Mattia, li vidi scambiarsi un sorriso complice, poi più niente, sentivo solo il braccio di Nicola mentre mi sosteneva la vita per portarmi fuori, facendosi spazio tra la gente. Fortunatamente intravidi il bagno, perché mi resi conto che mi scappava da morire. Mi aspetti? Devo andare un attimo là dentro. Mi staccai a malincuore ma l’urgenza era troppa. Fortunatamente c’era solo una ragazza davanti a me. Pregai che facesse il più in fretta possibile. Mi guardai allo specchio, ero pallidissima, come mi succedeva sempre quando bevevo troppo, maledetta pressione bassa pensai. Dopo averla fatta mi sentii meglio, ma il cuore mi batteva all’impazzata all’idea di uscire e di non trovarlo. E invece lui c’era, appoggiato al muro, guardava davanti a sé, ma io sapevo che mi stava aspettando. Lo raggiunsi, lui mi prese di nuovo per la vita e mi fece uscire. L’aria fresca mi colpì il viso facendomi riprendere il minimo necessario per riuscire a staccarmi dal capannello di folla che occupava l’ingresso del locale, attraversammo la strada la mano di Nicola nella mia, ormai mi lasciavo trascinare senza opporre la minima resistenza, mi sarei lasciata trascinare ovunque. Dove stiamo andando? Dissi. In macchina. Certo. È lontana? Ti senti male? No, no, sto bene grazie ma non ce la faccio tanto a camminare, non reggo l’alcol, e detti un altro sorso al vodka lemon che ancora tenevo in mano. Ecco è questa. Una golf grigia metallizzata, mi sembrò bellissima, la macchina perfetta per il mio giovane ragazzo, fresca, sportiva e scattante come lui, gli si intonava perfettamente. Mi fece salire, poi fece tutto il giro della macchina e salì anche lui, eravamo finalmente soli, veramente soli, con la sua macchina che ci racchiudeva, era così intimo che pensai di sentirmi male. Ti senti male? No, è l’alcol ma ora mi passa. Mi aveva guardato coi suoi occhioni azzurri sinceramente preoccupato, era troppo per me, mi sentirò male se continui a guardarmi così pensai fra me, e sorrisi. Il mio giovane bimbo trafficava con lo stereo, era così affascinante. Mi sembrava di avere vent’anni, era questo che rendeva tutto ancora più insostenibile per me. Non li avevo vissuti i miei vent’anni, la prima scopata a ventidue!!! E adesso, che mi succedeva?. Nicola mise in moto e partì. L’oscillazione della macchina mi costrinse ad abbandonarmi allo schienale del sedile. Lui mi guardò e mi prese la mano. Era così dolce. Non mi chiese dove volessi andare, lui sapeva già dove voleva andare e a me stava bene. Portami pure dove vuoi mio giovane angelo caduto dal cielo, anche all’inferno va bene. Quando la macchina si fermò, non avevo la più pallida idea di dove fossimo, avevo bevuto troppo per riuscire a vedere la strada che avevamo percorso. E adesso che cosa sarebbe successo? O meglio come? Lui che cosa si aspettava da me? Forse si aspettava una trentenne esperta di sesso? Io avevo solo tre uomini alle spalle, lui forse sarebbe stato il quarto. Si avvicinò a me, io ero paralizzata, cominciò a baciarmi, le labbra di Nicola sulle mie labbra mi fecero girare la testa così forte che dovetti staccarmi e appoggiarmi al sedile. Scusa mi gira la testa. Bene disse lui. Gli brillavano gli occhi. Poi in un attimo la sue mani erano sotto i miei vestiti. Sotto la maglia.. mi sganciavano i jeans e non so come mi ritrovai distesa a guardare il tettino della macchina. Fra poco avrebbe infilato la sua mano nei miei slip e avrebbe sentito quanto mi aveva eccitato. Mi vergognavo da matti, farsi eccitare dal mio ex era normale, lecito, ma lui era più piccolo, era un bimbo, lasciarmi scoprire così bagnata, nella mia intimità mi spaventava, ma allo stesso tempo aumentava ancora di più l’eccitazione che provavo, e comunque ero troppo bevuta per reagire. Le sue mani su di me, le dita di Nicola dentro di me, le sue mani ovunque come centinaia di tentacoli che non sarei mai riuscita a fermare, volevo svenire, perché non svenivo? Lo sentii tirarmi giù i jeans fin sotto le ginocchia, alzarmi la maglia, non c’era un centimetro di me che non stesse scoprendo. Poi mi resi conto che le mie mani avevano invece vagato sulla pelle della sua schiena senza riuscire ad andare dove avrebbero dovuto. Lui invece era andato già così avanti con me nello spogliarello! Ed io gli avevo appena infilato le mani sotto la maglietta. Avevo paura. Avevo paura della sua intimità, di toccare il suo cazzo, mi veniva da piangere. Lui non si era nemmeno sbottonato i jeans, era così carino, non voleva essere prepotente con me voleva che fossi io a farlo, voleva fare piacere a me e non chiedeva niente per se, e questa sua assoluta mancanza di egoismo mi sconvolgeva, sentivo un impulso irresistibile a dargli tutto quello che non chiedeva, e anche di più se fosse stato possibile. Sbottonagli i jeans avanti! Ok gli sbottono i jeans, mi tremavano le mani. I suoi boxer erano bianchi firmati,. Ed era in erezione. Era troppo. Lo allontanai da me. Non capiva quello che stavo facendo, lo feci sedere al suo posto, mi guardava serio si chiedeva se avesse sbagliato qualcosa. No amore non hai sbagliato niente. Improvvisamente il coraggio era tornato a farmi visita, adesso gioco un po’ io gli dissi. Gli tirai via i jeans e i boxer dolcemente.. si lasciò fare, era fermo immobile, nelle mie mani, in attesa. Ma non lo feci aspettare molto perché il desiderio pazzesco di riempirmi la bocca di lui mi aveva travolta. Avvicinai il mio viso al suo cazzo e dolcemente lo presi fra le labbra. Scoppiavo dall’emozione e credo che lui lo sentisse, mi disse che se continuavo così lo avrei fatto venire, si preoccupava per me? Se solo avesse sentito quello che stavo provando, tenerlo fra le labbra era tutto per me in quel momento, desideravo solo che me lo lasciasse sentire e gustare, cercavo di essere il più delicata possibile perché non volevo in nessun modo apparirgli volgare, avevo paura di offenderlo e cercavo di trattenermi, di non essere troppo precipitosa o irruenta. Cercavo di essere il più morbida e calda possibile. Sentivo le sue dolci mani fra i miei capelli mi facevano impazzire, continuai senza fermarmi fino a quando capii che stava arrivando, che stava cedendo, strinsi leggermente le labbra e il suo sperma caldo mi riempì la bocca, gustai il suo sapore, gustai la sua chimica, il prodotto delle sue cellule, del suo corpo, delle sue viscere, della sua anima, assaporai lui, la sua essenza più intima, prima di inghiottirlo. Provai a tenerlo ancora un momento in bocca ma lui mi allontanò, dicendomi che dovevo fermarmi. Mi staccai da lui e la mia bocca mi sembrò terribilmente vuota.



postato da: emiliechatelet alle ore 10:46 | link | commenti (15)
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mercoledì, 16 maggio 2007

GESU TERRORISTA

Betori: "Aborto, eutanasia e coppie gay
come le truppe di Federico il Barbarossa"


<B>Betori: "Aborto, eutanasia e coppie gay<br>come le truppe di Federico il Barbarossa" </B>
CITTA' DEL VATICANO - I nuovi "nemici" della cristianità sono l'aborto, l'eutanasia, la negazione della dualità sessuale e della famiglia basata sul matrimonio.

Il segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Betori, torna all'attacco e ripete le sue invettive in una messa celebrata a Gubbio in onore di Sant'Ubaldo. Betori. Proprio in virtù del luogo, questa volta il numero due della Cei non si è limitato ad indicare i nemici della cristianità ma ha affrontato un paragone storico.

Betori ha paragonato il "nichilismo e il relativismo etico attuali" alle truppe di Federico Barbarossa che, nel 1155, assediarono Gubbio e furono eroicamente respinte dal vescovo Ubaldo.

(16 maggio 2007)

SCUSATE SE INSISTO SU QUESTO ARGOMENTO.


 NOI NON ATTACCHIAMO NESSUNO.

 NOI CHIEDIAMO SOLO LA LIBERTA

VI STIAMO MINACCIANDO CON UN COLTELLO, O UNA PISTOLA O UN MITRA?

IL PARADOSSO è IL SEGUENTE: VOI ATTACCATE NOI... PERCHE?

NOI NON VI CHIEDIAMO DI SMETTERE DI SPOSARVI O DI SMETTERE DI CREDERE IN TUTTE LE VOSTRE ISTITUZIONI.


LASCIATECI LIBERI



NOI NON SIAMO ARMATI CONTRO DI VOI !!!!

PERCHE DUNQUE CI CHIAMATE TERRORISTI?

PERCHE NON CI LAPIDATE O NON CI CROCIFIGGETE PER LE NOSTRE IDEE!!

GESU ERA UN UOMO LIBERO, PROPRIO COME NOI,  GLI HANNO DATO DEL TERRORISTA, E POI LO HANNO UCCISO.

QUALCUNO CI RIFLETTA!
postato da: emiliechatelet alle ore 16:42 | link | commenti (9)
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mercoledì, 09 maggio 2007

I 9 COMANDAMENTI DI EMILIE DU CHATELET

modiglianiScomunica per l'aborto. Il Pontefice ha anche toccato il tema della scomunica che i vescovi del Messico hanno indicato come sanzione per i politici che hanno approvato la liberalizzazione dell'aborto a Città del Messico. "Non era una cosa arbitraria: è prevista dal Codice di diritto canonico. Sta nel diritto - ha detto il Papa - che l'uccisione di un bimbo è incompatibile con il nutrirsi del corpo di Cristo, i vescovi non hanno fatto niente di arbitrario e hanno solo messo in luce ciò che è previsto dal diritto della Chiesa". La Repubblica 09-05-07


A pag 39 del 'diritto canonico' ed simone 2007 si legge: " Le fonti di cognizione del diritto canonico sono, le raccolte e i documenti nei quali si trovano contenute le norme canoniche e che permettono la conoscenza del diritto. Tali fonti si distinguono in fonti di diritto divino e fonti di diritto umano.

Fonti di diritto divino

Il diritto divino, cioè di diretta derivazione da Dio, si presenta nel duplice aspetto di:

1)diritto divino naturale
2)diritto divino postivo.

etc etc

Ho riportato parte del testo sopra citato, ma ognuno può andarselo comodamente a leggere in una qualsiasi libreria sfogliando le prime pagine.
Ora la mia riflessione è la seguente.
Ma di che Dio stiamo parlando?
Un dio che è una sorta di Legislatore che da lassù oltre ai dieci comandamendamenti ci invia anche un codice di diritto canonico?
Diritto divino? non sapevo se ridere o piangere. ma ce lo vedete Dio lassù come una sorta di azzeccagarbugli a redigere norme, codici e leggi?
Ma dico stiamo scherzando? Diritto divino?
Una religione che si fonda su un 'diritto divino' non è una religione. non ha niente di spirituale. è un prodotto della mente umana!
Un prete che 'fa politica' anche se questo nuovo papa si ostina a dire di no(ma è un bugiardo) che razza di religioso è??

Sull'aborto:
Al papa vorrei dire:

 I 9 comandamenti di Emilie du Chatelet

1 -Il corpo della donna è della donna

2 -Quando una donna si sottopone a un aborto non uccide nessuno.

3 - Non costringete la donna a nove mesi di gravidanza se lei non vuole.

4 -Fin tanto che il bambino non è nato il feto e la donna sono una cosa sola.

5- La donna ha il potere di decidere se portare avanti la gravidanza o meno perchè la natura gli ha concesso questo potere.

6- Nessun uomo o donna può anteporsi alla libertà decisionale della donna incinta.

7- Quando nasce il bambino nasce anche la mamma, prima del parto sono un' unica entità interdipendente.

8-L'aborto sottopone la donna incinta ad un dolore psicofisico grandissimo e per questo motivo dovrebbe  essere evitato.

9-L'uomo e la donna possono usare qualsiasi metodo anticoncezionale conosciuto nel periodo storico che stanno vivendo.

10 - comandamento a discrezione dell'utente.

amen

Mi scuso in anticipo se con questo post urterò la sensibilità di qualcuno.
postato da: emiliechatelet alle ore 18:59 | link | commenti (11)
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giovedì, 26 aprile 2007

LA TRACINA

a proposito di dolore, ieri al mare mi ha punto una maledetta tracina.
all'inizio mi sembrava una semplice puntura leggermente dolorosa ma niente più. poi mano mano che camminavo il dolore aumentava e si faceva sempre più intenso, ho cercato di resistere, non sopporto i piagnistei e le lacrime e non volevo allarmare le mie amiche che camminavano con me, ma a un certo punto il dolore è diventato così intenso che non sono riuscita più a muovere un muscolo: houston, abbiamo un problema...
Le mie amiche si sono voltate guardandomi interrogative, tra l'altro io stavo ridendo perchè quando mi trovo nei pasticci mi viene fuori il riso isterico: ragazze mi ha pinzato qualcosa al piede, mi fa talmente male che non riesco a camminare... (seguito da risate isteriche).
'è una tracina'
una che?
UNA TRACINA!
tracina....  che diavolo è una tracina? una 'cosa' che si chiama tracina deve per forza essere un mostro marino, accidenti!
stai tranquila (forse cominciavano a leggere un certo nervosismo misto a dolore sulla mia faccia), mi ha preso anche a me, un anno fa, ero al mare in puglia, fa decisamente male ma non è niente, il dolore passa, ci vuole un pò, ma passa.
ci vuole un pò? un pò quanto? ahiaaa mi fa sempre più male.
l'isteria mi stava salendo insieme al dolore che non accennava a diminuire, cazzo, cazzo, cazzo.
Portiamola fuori dall'acqua.
La mia amica 'esperta di tracine' mi prende per la vita e mi dà una mano a uscire dall'acqua.
Ci vuole l'acqua a bollore la sento dire.
Sicuramente stava scherzando.. l'acqua a bollore, voleva uccidermi?
arriviamo a uno di quei bar sulla spiaggia e mi depositano sulla pedana di legno, intanto il dolore mi aveva preso tutto il piede, non lo resistevo più, ma non volevo piangere, mi reggevo al legno e cercavo di fare esercizi di respirazione yoga per stare calma, ma era del tutto inutile.
alle mie spalle sento il chiacchiericcio interessato di alcuni ragazzi..
che è successo?
l'ha pinzata una tracina?
ahia!
Merda merda merda era il mantra che intanto mi ripetevo per stare calma, inspira, espira, inspira, espira.
Devi infilare il piede nell'acqua.. mi dicono le mie amiche che intanto erano ritornate con un bicchiere di acqua a bollore.
'come diavolo faccio a infilare il piede nel bicchiere me lo spiegate?!'
avevo cominciato a piangere e nemmeno me ne ero resa conto.
piano b. impacchi di acqua bollente.
al primo contatto con l'acqua ho visto le stelle
'devi resistere, il calore annulla l'effetto del veleno' mi dice la mia amica esperta in tracine e intanto mi regge ferma la gamba.
non ci crederete ma il dolore continuava a umentare, e oltretutto le pazze mi stavano ustionando il piede!
Poi improvvisamente dopo venti minuti circa il dolore è scomparso, di botto.
Niente, non sentivo più assolutamente niente, stavo bene.
Ma non stavo solo bene, provavo una sensaziaone di incredibile benessere.
mi sentivo così in forma che quasi quasi mi veniva da ringraziare la tracina di avermi avvelenata. era impossibile un attimo prima provavo un dolore intollerabile e un attimo dopo... più niente. il dolore si era interrotto.
ho raggiunto il mio telo da mare, camminando allegramente sulla spiaggia, mi sono sdraiata e mi sono lasciata pervadere da questa sensazione meravigliosa.
non lo so che mi è preso, ma so che è stato bellissimo, il sole che mi accarezzava la pelle, il rumore del mare, e il ricordo del dolore tremendo che era scomparso, svanito nel nulla, andato.
il motto è il seguente:

          FARSI PINZARE DA UNA TRACINA PER SENTIRE COME SI STA BENE DOPO!

tracina

e tanti auguri!
postato da: emiliechatelet alle ore 19:10 | link | commenti (3)
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giovedì, 19 aprile 2007

OMAGGIO A ELETTRA

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C’è penombra nella stanza, non riesco a vedere bene, sento la porta richiudersi alle mie spalle, lui è dietro di me, sento il suo respiro, non ho il coraggio di voltarmi. Ciao Elettra. Faccio per girarmi ma lui me lo impedisce. Ho paura di sentirmi male. Sei venuta, sei stata brava, e coraggiosa. Adesso è così vicino alla mia schiena che può quasi toccarmi ma non lo fa. Sento il suo respiro sul mio collo, percepisco la sua statura, è più alto di me, le sue labbra mi sfiorano il collo, ho un brivido lungo tutta la schiena. Sei coraggiosa, Elettra. Ma anche avventata, molto avventata, una donna come te, possibile che questo ragazzo ti abbia ridotta fino a questo punto? A rischiare così tanto? Sto tremando. Sei così disperata Elettra? Cerco di voltarmi ma lui me lo impedisce di nuovo, stavolta serrandomi le braccia dietro la schiena. Non ti voltare Elettra. Non voglio che tu mi veda, io posso vedere te, ma tu non vedrai me, non ti lascerò vedere, non adesso, non ancora, non ti sei guadagnata un onore simile, per ora hai solo il dovere di farti guardare. In fondo me lo hai detto tu, una sera in chat, che ti piace essere trattata come un oggetto. Bene tra poco avrai modo di scoprire se ti piace davvero così tanto.
postato da: emiliechatelet alle ore 16:07 | link | commenti (12)
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